La mia scrittura: dove tutto è iniziato

1/1/2026

fountain pen on black lined paper
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L'Inizio del Viaggio

Ciao a tutti, oggi vi voglio svelare qualche aneddoto dietro le pagine che ho scritto . La prima è che, quando incominciai a scrivere le prime righe del racconto, pensai: ma la punteggiatura dove caxxo va ? Mistero assoluto! Avevo proprio dimenticato dove andava la virgola, il punto e virgola e così via . L 'ultima volta che avevo scritto una pagina risaliva a una trentina di anni addietro, e così dissi: intanto vado avanti con lo scritto, metto un punto qua, una virgola là e poi vediamo . Arrivato alla fine del racconto, letto e riletto, con aggiunte e tagli, mi sono detto: adesso cerco una persona online che me lo possa correggere e aggiungere la punteggiatura giusta . Trovate queste persone, ne contattai sei più o meno, adesso con esattezza non ricordo . Sempre in punta di piedi, mandandogli qualche pagina (vergognandomi un po') per vedere il lavoro da fare e anche per sapere il prezzo che avrei speso . Ci sono state persone che hanno rifiutato (li ho compresi benissimo), altre mi dissero la spesa da sostenere, e pensai che era un po' troppo elevata per una correzione che sarebbe servita solo a me, perché la voglia di pubblicare è arrivata più tardi . C 'è stata una persona che con un po' di arroganza mi scrisse che il racconto andava completamente riscritto . Beh , vi potete immaginare che macigno mi era arrivato addosso . Io chiaramente non gli ho risposto, perché credo che non avesse intenzione di aiutarmi . Forse era destino, perché subito dopo trovai una persona gentilissima che mi avrebbe aiutato . Si chiama Riccardo Bruno, a cui ho fatto correggere tutti i miei scritti e che ringrazio anche adesso . Mentre il titolo del romanzo e i vari titoli dei capitoli sono tutti farina del mio sacco . Se volete altri aneddoti o chicche, fate pure delle domande. Io, nel frattempo , sto lavorando per altre sorprese . Per adesso vi saluto tutti e a presto, ciao ciao.

Ancora più in profondità non è stato tutto semplice

Adesso vi racconto per bene come è iniziato tutto, anche se già qualcosa è accennato nella biografia . Era il Natale 2019, più precisamente la settimana che andava da lunedì 16 a venerdì 20, ed io mi ero messo alla mutua (che vagabondo). I primi due giorni, barre tre, sono stati pesanti con febbre a 39, e svagellavo molto; c'era sempre questa immagine di due persone che stavano facendo una cosa (no, non è quella cosa che state pensando, birbanti). Chiaramente me li sono immaginati tutti sfuocati, non è che avessero un volto chiaro . Più e più volte c' erano queste due figure, e ad un certo punto mi è venuta la nausea. Così, senza sapere il motivo , mi sono detto tra me e me : "Quando sto meglio voglio incominciare a scrivere di queste due persone ". Adesso non ricordo bene se è stato il 18 sera o l'indomani, resta il fatto che ho incominciato a scrivere pur non sapendo di cosa, il perché e, soprattutto, non sapendo che la scrittura mi avrebbe fatto fare il più bel viaggio degli ultimi anni . E niente, fra andare avanti con la scrittura, poi tornare indietro, rileggere, poi cancellare e riscrivere, mentre stavo facendo tutto questo stavo sorridendo per non dire ridendo; insomma, sembravo un idiota . E pensare che fino a qualche giorno prima non avrei mai pensato a tutto questo ! Quello che scrivevo mi sembrava che ci fosse qualcuno che me lo dettasse, o che fosse già dentro di me, da qualche parte, nascosto in attesa di essere riportato alla luce . Stavo scrivendo come un fiume in piena ; infatti, il primo racconto l'ho finito in un mese (però, come pagine, è anche un terzo del romanzo) e dopo l'ho letto e riletto, ho tagliato, aggiunto, spostato qualcosa qua e là . Ma in me restava sempre la voglia di scrivere e allora ho detto: "Faccio il finale aperto e via verso il nuovo racconto". Anche quello posso dire che si scriveva quasi da sé, mentre per il terzo mi sono dovuto spremere un po' di più; infatti, ho scritto la parola "fine", e poi... e poi basta, vi ho già fatto due coxxxxni grandi come una mongolfiera. Dai, ci aggiorniamo !